Exit

LA SCOPERTA.

Stavano percorrendo una strada di campagna a bordo di una decappottabile argentata, comodamente adagiati nei sedili in pelle.

Il sole splendente filtrava a tratti, tra un cipresso e l’altro, donando un divertente gioco di luci e ombre.

Tutto era perfetto, i profumi, i colori e i loro silenzi.

Solo le note del concerto per oboe in Fa maggiore di J.S.Bach, che provenivano dalle casse, interrompevano al loro passaggio il dolce sonnecchiare di quelle colline.

Per una di quelle strane coincidenze, che capitano ogni tanto, indossavano gli stessi occhiali da sole di fattura italiana.

E si scambiavano sorrisi in continuazione, guardandosi attraverso le lenti color zaffiro incorniciate da una montatura avana.

Ma non era stato questo dettaglio a farli incontrare.

Lei parlava allegramente mentre guidava con vivacità, aggiustandosi di tanto in tanto i lunghi capelli raccolti nel berretto.

Lui era sorpreso, aveva creduto d’averla intimorita con la sua proposta e mai si sarebbe aspettato di potersi trovare così in sintonia con lei.

Ora, addirittura, la avvertiva come una presenza familiare, come se si conoscessero da tempo immemore.

Lei non smetteva di sorridergli e parlava con quella disinvoltura che è tipica di due persone che hanno condiviso un’intera esistenza insieme.

Le sue parole erano appiccicose come il miele e sensuali come il vento.

Erano le parole di chi è preda di una bruciante passione.

La mente razionale di lui cercava di non cadere in quella trappola, di non perdersi in quel mare di bellezza.

Ma subito si rese conto che era uno sforzo inutile.

Cercava di definire l’età di lei, che sembrava essere pari alla sua in quanto a modi ed esperienza, ma qualcosa gli suggeriva che doveva essere più giovane.

Provava una fortissima attrazione nei suoi confronti mentre si godeva il viaggio, avvolto nell’armonico fondersi dei profumi di entrambi.

Al contempo, uno stato di lieve disagio si faceva strada in lui per quel senso di disarmo che lei, con quel suo essere così a proprio agio nel mondo, riusciva a infondergli. 

Si sentiva come sguarnito e non gli sembrava vero di poter lasciarsi andare a quello stato di abbandono, al piacere che lei gli suggeriva con tutte le sue forme.

Si trattava di una di quelle sottili ed inafferrabili sensazioni che rappresentano il preludio perfetto per una storia d’amore.

Non serviva fare, dire o pensare alcun che. Soltanto esserci!

Desiderava che quelle emozioni, quel senso di beatitudine, potessero non finire mai.

Lo desiderava con tutto se stesso anche se era ben conscio, in realtà, dell’ineffabilità della situazione.

E mentre era immerso in quel ragionamento veniva rapito e trascinato lontano dal candore della pelle di lei illuminata dal sole.

Giunsero alla loro destinazione che era il crepuscolo.

L’auto si fermò nel mezzo di una spianata di ghiaia bianca.

Non avevano smesso di sorridersi per un solo istante, nemmeno ora che stavano per lasciarsi.

Lei, con l’agilità di una cerbiatta rimontò sulla decappottabile dopo averlo salutato, con la stessa leggerezza con la quale gli era stata accanto per tutto il tragitto.

Rimase così solo, in contemplazione di quel tramonto, giusto il tempo di fumarsi una sigaretta.

La gioia che adesso provava superava di gran lunga il desiderio di trattenerla oltre.

Era un momento perfetto così com’era.

Provava verso di lei una profonda gratitudine per la possibilità che gli aveva dato di vedere se stesso, forse, per la prima volta.

Non era in grado di chiedersi nemmeno se l’avrebbe rivista l’indomani o mai più.

In quell’istante di eterno, gli bastava esser venuto a conoscenza che esistevano nel mondo reale emozioni e sentimenti come quelli provati quel giorno, al fianco di lei.

Sapeva, adesso, che i suoi sogni non lo avrebbero mai più lasciato solo.

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