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MIGLIORE AMICO.

Cosa è un lavoro? È un mestiere? Oppure un semplice modo di passare la vita?

Il mio più che un lavoro era una passione, un legame profondo che mi costringeva a stare sempre vicino a quelle straordinarie creature.

I cavalli, cosa sanno gli uomini dei cavalli? Probabilmente niente.

Ho visto molta più compassione nei loro grandi occhi tondi e lucidi che in quelli degli uomini, fessure dalle quali dardi infuocati uscivano con occhiate di disprezzo a chiunque gli si proponeva davanti.

Non mi serviva la rabbia o la violenza, lasciavo all’animale di intuire i comandi.

Trasformare un purosangue in un cavallo obbediente e fedele non è facile.

Non è facile domare e rendere servo colui che regna le praterie.

Questi animali non sono nati per ubbidire ma col tempo e con la pazienza si abituano e guadagnare il loro rispetto significa trovare un amico che ti starà sempre accanto, finché il suo respiro e i suoi zoccoli alzeranno la polvere.

Ero nato in mezzo alle bestie e alle campagne, conoscevo la mia terra, la rispettavo e la amavo.

Dove sono nato eravamo tutti contadini e allevatori. I campi, il bestiame e i figli, queste erano le uniche tre ricchezze.

I campi spesso e volentieri se li portavano via le brutte stagioni. I figli lo stato, tutti arruolati.

Mentre al bestiame ci pensavano i vicini, per dispetto, per rivalsa e a volte anche per necessità.

Quell’anno nella contea c’erano stati ben sette furti di bestiame ed io ero l’unico che conosceva così bene quelle lande desolate.

I ladri lasciano sempre tracce dietro alla loro fuga, forse perché scappano e chiunque scappa lascia segni sulla terra.

Sapevo sempre chi era stato, o almeno dove andare a cercarlo.

Mi pagavano per questo, e per me era facile.

Accettavo sempre quegli incarichi anche se spesso comportavano dei rischi notevoli.

Riuscire a ragionare con chi sa di essere nel torto è sempre difficile, poiché a chi sa di aver perso anche la ragione rimane solo la rabbiosa voglia di riprendersela.

Mi misi sulle tracce dei ladri due giorni dopo il furto, ignaro di dove quelle tracce rimaste impresse sul terreno arido mi avrebbero portato.

Era il settimo furto dell’anno, ma a differenza degli altri non vi erano indizi che rivelassero la provenienza e l’obiettivo di quei briganti.

Il signor Hawks, colui che mi aveva ingaggiato, conduceva oltre al ranch anche dei traffici loschi di cui io stesso non volevo sapere nulla.

In sella al mio fedele amico iniziai a galoppare verso le colline.

Seguii le tracce degli zoccoli dei cavalli sino ad una valle che poi scomparvero nel nulla.

La ricerca diventava sempre più stremante e per quanto sia sempre stato un ottimista quella volta non vedevo nessuna via d’uscita.

Cominciai a chiedermi se avessi seguito le tracce sbagliate o se fossi finito in una trappola.

I ladri portavano con loro circa venti giumente eppure, nonostante il numero elevato di animali, non si erano mai fermati più del necessario.

Girai in tondo, cercando una via certa o almeno qualcosa che ne avesse l’aspetto, ma non trovai niente.

Sembravano scomparsi come fantasmi, finché un mattina trovai delle impronte di zoccoli macchiate di sangue.

Quei bastardi ferivano i loro cavalli per non farli fermare.

Questo significava che la loro destinazione non era così lontana, i cavalli non avrebbero resistito molto a lungo e sarebbero morti nel giro di pochi giorni.

Mi addentrai in quella valle dove erano scomparsi due giorni prima.

Conoscevo tutte le terre, i fiumi, le foreste e le valli della mia contea, ma quella in particolare era rimasta sempre lontana dalle mie ricerche.

Di solito vanno tutti verso Sud o Est, mai verso Nord, verso la prateria.

Mentre il sole cominciava a diffondere i suoi raggi sull’orizzonte della terra e la brezza serale soffiava spostandomi il cappello, fu allora che trovai rifugio sulla cima di una collina.

Dominavo tutta la prateria, lasciandomi la valle e i fiumi alle spalle.

Mi accucciai vicino ad una roccia, abbracciai il fucile come fosse un cuscino e mi addormentai.

Poi un suono portato dal vento mi svegliò. Erano delle voci in lontananza, le seguii nel buio e cominciai a sentire l’odore del legno bruciato.

D’un tratto comparve nella conca di una parete rocciosa un puntino luminoso. Li avevo finalmente trovati.

Continua…

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