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IL MIO GRANDE AMORE.

Esco dalla finestra che si affaccia sulla terrazza della mia stanza.

È pomeriggio inoltrato e il sole, che è stato insolitamente caldo per una giornata primaverile, si appresta a scomparire all’orizzonte. 

Mi sollevo in piedi e riesco a scorgere tra i tetti qualche camino ancora fumante e, più in là, alcuni alberi che ondeggiano come danzatori sospinti dalla brezza leggera che incomincia a diventare fredda. 

Mi sento come un moderno Leopardi quando, lungi da me il volermi paragonare ad un sommo, cercava di scorgere l’infinito oltre la siepe. 

Così io, quest’oggi, cerco di immaginare l’infinito che si nasconde oltre quelle fronde. 

Infinito che conosco bene ma che, ahimè, quasi fatico a ricordare per il troppo tempo passato tra queste mura. 

E così, l’immaginazione si lascia andare a voli pindarici, senza confine, senza paura. 

Sento i piedi che affondano nella sabbia calda e cammino leggero tra le onde che concludono il loro viaggio infrangendosi sulle scogliere che nella mia mente prendono forma.

I lampioni, intanto, si accendono come per avvertirci che presto calerà la notte su questi nostri paesaggi antichi e colmi di storia. 

Elettricità! Un qualcosa di moderno, che l’uomo ha domato per i propri interessi. 

Eppure, a mancarmi sono le cose più semplici del mondo, quelle naturali, quelle che inesorabilmente ci ricordano che siamo legati alla terra.

Solo alla fine di tutto questo viene il progresso tecnologico. 

Di colpo un gatto, sulle cime delle case, salta, probabilmente per procacciarsi la cena. 

Quanto lo invidio! Lui si, che può andare dove più desidera! 

E sento anche i trattori dei contadini che rientrano. 

Invidio anche loro! Che possono stare sempre a contatto con la Madre e che possono fermarsi e godersi il tramonto senza che nulla creato dall’uomo, come le case o i palazzi, possa impedir loro la visuale.

Su nel cielo, adesso, scorgo una stella. 

La notte si avvicina, segno di un altro giorno che termina.

Ne verrà uno nuovo e poi un altro ancora ed io sorrido perché so che, giorno dopo giorno, sono sempre più vicino a lei, a quel mio grande amore chiamato libertà.

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