Exit

MR D.

Mr D aveva vissuto, fino a quel giorno, prima come bravo bambino poi come bravo ragazzo e ora doveva diventare un uomo onesto e corretto, guidato dai sani valori cattolici che lo zio aveva sin dal principio instillato nella sua testa.

“La vita è fatta di regole” così lo zio diceva a mr D, quando ancora l’animo puro di bambino lo spingeva a guardare timoroso le lucide scarpe del suo educatore.

Mr D non aveva mai conosciuto il padre, il quale era morto quando egli non era che un neonato in fasce.

Era stato cresciuto dallo zio, persona austera e rispettata, la cui forza celava una profonda paura e insicurezza.

Era così che aveva insegnato a Mr D a vivere con timore di Dio, fuggendo il male e le tentazioni.

Eppure quel giorno Mr D, che aveva appena compiuto la maggior età, quel giorno si era svegliato e aveva indossato la cravatta di flanella, il cui peso frenava il respiro, stringendogli il colletto alto della camicia.

Aveva portato quel peso per tutti i giorni da quando aveva tredici anni e mai gli aveva dato noia come quella mattina.

Camminando nelle grandi sale della fatiscente casa di campagna, continuava con le sue sottili dita ad aggiustare il nodo della cravatta in flanella.

Mentre questo gesto fluiva ormai in maniera compulsiva, tornavano alla sua memoria i racconti dello zio sul padre e su che uomo fosse.

E un infantile curiosità lo aveva portato a domandare alla madre quale fosse stata la causa del decesso.

La madre non avrebbe mai voluto mentire al figlio.

Però, quel giorno e quelle continue ed insistenti domande, l’avevano costretta a raccontare il falso all’unica persona che aveva mai amato con sincerità.

Pranzarono tutti insieme, Mr D, lo zio, la madre e la sorella, nell’ampia e luminosa sala da pranzo le cui vetrate, macchiate dalla pioggia e ingiallite dal tempo, illuminavano la polvere che a ogni gesto si alzava e che, come mossa da un impercettibile melodia, riempiva il vuoto di quel posto in più a tavola.

Copyright © 2020 Adea Edizioni.

Close
Go top