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OH EROI.

Vie strette racchiuse tra palazzi alti, odori, sapori, qui è tutto così antico.

Atene è sporca e ferita ma continua a sorridere. 

La madre di tutte le città e di tutti i pensieri. 

L’unica città dove se chiami Uber arriva un taxi ed io ero su uno di quei taxi, direzione Partenone. 

Dopo le vie in salita, vidi subito spuntare gli olivi e, sopra di loro, vegliare imponente il famoso sopravvissuto della storia. 

Camminai per quel sentiero in salita, il sole era accecante. 

Mi accorsi, quando alzai la testa, di essere arrivato di fronte al tempio di Atena. 

La dea dei furbi, come Ulisse… Si narra che i cittadini dell’Attica preferirono lei a Poseidone perché donò un simbolo di pace. 

Atena, infatti, pose un ulivo sulla testa degli uomini, mentre il suo avversario donò cavalli, simbolo di guerra. 

Eppure, questa città non riuscì mai a tenersi stretta quella pace che ricevette in dono. 

Era una città così piccola ma così importante che i primi vennero dal mare, poi altri vennero dalla terra e, infine, gli uomini moderni vennero dal cielo. 

Tutti per conquistarla, anche se Atene rimase sempre degli ateniesi. 

Chi la governò fu solo di passaggio, poiché uno dei frutti più belli di questa terra è la libertà. 

E adesso io, più di duemila anni dopo, passeggio su queste pietre di marmo e ripercorro i passi di grandi uomini come Aristotele e Pericle, io ignorante e superficiale uomo moderno. 

Così va la storia, non dobbiamo aspettarci niente, non dobbiamo fare contratti a lungo termine, perché tutto prima o poi finisce, oppure perde semplicemente di importanza. 

Cosa significa oggi libertà? 

Guardai laggiù verso il mare e vidi Salamina. 

Molto tempo fa, in Persia, un tiranno chiese ai suoi servitori per quale motivo combattessero i Greci poiché loro, al contrario dei suoi uomini,  non avevano un regnante a cui obbedire. 

Un vecchio uomo che veniva dall’Attica gli rispose che i Greci avevano la libertà e niente e nessuno gliel’avrebbe mai tolta. 

Là in fondo, dove il sole tramonta la sera, un tempo eroi come Temistocle hanno combattuto per difendere questo valore che invece oggi sembra scomparso.

Quindi, mi chiedo che significato abbia la libertà oggi.

 Siamo liberi,  forse, perché possiamo arrabbiarci su Facebook e scrivere commenti spiacevoli? 

O forse, siamo liberi  perché nessuno può mettere in dubbio il diritto di pensare e di esprimere il nostro parere ?

Un dottore una volta mi disse che siamo ciò che mangiamo e pensiamo ciò che leggiamo.

 Infatti, chi non legge non pensa.   

Quindi, siamo liberi perché leggiamo quello che i motori di ricerca ci propongono,  il frutto di un ricca e dettagliata analisi psicologica e sociale della nostra persona ? 

Oh eroi, ma dove siete finiti ? Mi chiedo se siate mai realmente esistiti… 

Sarà vero che un tempo degli uomini brandivano la spada e al galoppo affrontavano la morte? Sarà vero o è solo leggenda? 

Il tempo porta via ogni certezza.

Da bambini crediamo che tutto sia possibile, poi ogni cosa comincia a rivelarsi per quello che è realmente, perde il suo incanto, la sua magia. 

Guardo questa città che si estende sotto i miei piedi, inerpicandosi come l’edera su un muro. 

I cavi, i palazzi, tutto intrecciato come in un immenso quadro elettrico,  dove ogni cavo è una vita,  con un inizio e una fine già definiti.

Oh eroi, dovreste tornare un giorno, voi, quelli delle imprese impossibili. 

Eppure, conoscendo la specie umana, mi viene difficile credere che quei nomi resi immortali dalla storia fossero così limpidi.  

Nei libri di storia non si citano mai i momenti di debolezza e le paure degli uomini. 

Ma cos’è la storia degli uomini senza paure ed emozioni?

In un istante arrivò la sera, mentre ero perso nei miei pensieri e quando rivolsi lo sguardo alla città, mi apparve un mare di luci, solo luci, luci a perdita d’occhio. 

Siamo nati vivi, oppure la vita ci è arrivata quando abbiamo aperto gli occhi?

 In fondo,  cos’è la vita se non ciò che ricordiamo? 

Su questa terra, siamo venuti come gocce di pioggia e c’è ne andiamo in fretta, come nuvole di temporale spinte via dal vento. 

Non vi è tempo o spazio, ma solo la dolce illusione di poche frazioni di secondo che ci appaiono come anni interi e ci fanno credere di essere importanti. 

Per l’universo intero siamo dei granelli di polvere che volteggiano nell’infinito, a volte illuminati da qualche stella che con l’ingenuità di un bambino si ferma ad osservare stupefatta la bellezza di quella nullità. 

I nostri figli avranno dei libri di storia più grandi dei nostri, pensai.

Poi, di fronte a quel tramonto, lasciai andare tutti i pensieri e, cacciato via da una guardia,  me ne andai. 

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